//La lezione della Liberazione
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La lezione della Liberazione

Cari lettori 

Ricordando l’anniversario del 25 aprile: la violenza va superata con la fraternità

Cari lettori, spendere qualche parola sull’anniversario che ricorre oggi, 25 aprile 2020, penso sia doveroso, non fosse altro che per il numero elevatissimo di persone che persero la vita durante la dittatura fascista, nel periodo dell’occupazione nazista e nel corso della terribile seconda guerra mondiale. E’ purtroppo necessario ricordare anche i momenti tristi della storia del nostro Paese se si vuol festeggiare con consapevolezza quelli lieti, e la liberazione dell’Italia dalla dittatura, dall’occupazione e dalla guerra fu senz’altro un momento lieto. Ovviamente, in situazioni come queste, ci sono sempre vincitori e vinti e per tutti la cosa non lieta dovrebbe essere fare il conto delle vite umane sacrificate: uomini, donne e bambini. Tutti noi, oggi e ogni giorno, dovremmo tener presente che pensare di risolvere qualsiasi problema con l’uso della violenza, non é mai un’idea vincente e che ritenere opportuna una guerra, nasce da pensieri e stati d’animo non buoni, coltivati con scarsa intelligenza. Gandhi, che non ha bisogno di presentazioni, disse un giorno a chi sosteneva che da sempre ci sono state le guerre e che sempre ci saranno:” Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?”. Un suo seguace, Badshah Khan, sosteneva poi che “la non violenza era l’unica forma di difesa possibile e la sola via per salvare il mondo”. Cito anche Tiziano Terzani (chiedete informazioni su di lui ai vostri genitori) che disse: “Ammazzare é in ogni circostanza un assassinio”. Ovviamente, il fatto che usare la violenza non fosse cosa buona, a noi l’ha insegnato per primo Gesù, dicendoci di amare il nostro prossimo come noi stessi, e questo non va mai dimenticato! Spero, cari lettori, di avervi dato qualche spunto di riflessione, perché come ha detto ancora Terzani: “L’unico modo di resistere é ostinarsi a pensare con la propria testa e soprattutto a sentire col proprio cuore”. Che sia questo il nostro modo di festeggiare la Resistenza e la Liberazione: imparare a mettersi sempre nei panni dell’altro, imparare a conoscerlo, farlo entrare nel nostro cuore, accoglierne le differenze, essere disposti ad aiutarlo sacrificando qualcosa di nostro, dargli l’opportunità di esprimersi liberamente e di esplicare le sue doti, il tutto con il grande desiderio di non dover mai più vedere il mondo dilaniato da guerre. D’altronde, Papa Francesco, quotidianamente ci rivolge l’invito a coltivare la Speranza, “dono del Cielo che non potevamo procurarci da soli”! 

Alfreda Rosteghin


PER  RIFLETTERE

“ Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della PACE negli uomini e nel mondo”.

Maria Montessori