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Urgono soluzioni efficaci

Turismo

In attesa di notizie certe su come gestire la fase 2, il mondo balneare si interroga

Non è ancora iniziata la “fase 2” (ricominciare a far circolare le persone continuando a fare fronte al Coronavirus), e qualcuno si sta già muovendo, perché non vuole arrivare impreparato all’apertura della stagione balneare. Per garantire la sicurezza dei bagnanti il sindacato balneari chiede un’ordinanza nazionale che stabilisca modalità uniche per tutto il territorio, mentre varie aziende si ingegnano e si attrezzano per proporre soluzioni utili agli stabilimenti ma anche ai bar e ristoranti. Per isolare ombrelloni e lettini, come se chi va in spiaggia non ricerchi con il sole anche la brezza di mare, una nota impresa che lavora il plexiglass vicina a Modena, ad esempio, ha progettato per le spiagge romagnole dei box trasparenti con pareti di plexiglass e profili in alluminio. Nel dire no all’idea del plexiglass tra un ombrellone e l’altro, gli operatori dell’Isola di Albarella, destinazione turistica all’interno del Delta del Po nel territorio della nostra diocesi (nella foto), hanno già pianificato tutta una serie di misure e servizi per garantire la sicurezza dei propri ospiti. Essi dicono noi non abbiamo bisogno di barriere, anche perché, immersa nel verde, la nostra “isola ha una spiaggia di 350mila metri quadri che consente di garantire ai propri ospiti un’ampia distanza. Già nelle stagioni ‘normali’ ciascun ombrellone conta 16 metri quadri di spazio esclusivo, che quest’anno sarà aumentato fino a 40 metri quadri e significa un distanziamento di 6 metri tra gli ombrelloni. Per aumentare il distacco e diminuire gli assembramenti al bar, inoltre, sarà implementato il servizio spiaggia con il delivery drink and food all’ombrellone.” Per garantire la sicurezza, la prevenzione e il rispetto degli ospiti, ma anche dei lavoratori dell’Isola sono stati già predisposti, pure, rigidi protocolli che andranno ad aggiungersi a quello di accesso all’isola da anni in atto. Saranno costantemente igienizzati con prodotti ecologici gli stabilimenti balneari, i lettini dopo l’uso, i camminamenti, le strade, il parco giochi e i percorsi vita. Per le piscine, poi, è previsto anche l’utilizzo di nebulizzatori meccanici e a mano. Le biciclette a noleggio saranno rese idonee secondo i nuovi parametri sanitari ogni volta che verranno riconsegnate, così come le golf car. Gli appartamenti, gli hotel e uffici saranno costantemente bonificati e dotati di disinfettanti, mentre il personale a contatto con il pubblico, oltre che della mascherina, sarà difeso anche dal parafiato e dalla copertura per gli occhi. La misurazione della temperatura sarà l’azione preliminare di ogni contatto con l’ospite. E per Chioggia, Sottomarina e Isolaverde cosa sta facendo l’Amministrazione, si chiede il consigliere di opposizione Dolfin in un suo comunicato, invitandola ad attivarsi “quanto prima, per dare delle risposte certe, tempestive oltre che appropriate”. Egli suggerisce  di attivare  subito una  cabina di regia, che sappia valorizzare le nostre peculiari caratteristiche e dice: “ Altre realtà della costa veneta, forse a torto più rinomate delle nostre, non possono vantare un Centro storico come quello di Chioggia, la “larghezza e la lunghezza  dei nostri arenili, che se ben gestiti  possono ospitare in tutta sicurezza e confort gli ospiti anche in questo frangente; idem  per quanto riguarda i nostri campeggi con le loro strutture, sempre molto spaziose e assai funzionali”. Il consigliere della Lega suggerisce, poi, alcune cose da fare subito, come la rimodulazione della TIA / TARI/IMU, “non per fare sconti, ma per cercare di andare incontro a chi oggi è fermo e non sa come potrà operare o cosa sarà funzionale nel corso della stagione”. E aggiunge: “Per fare ciò il Regolamento di Polizia Urbana non dev’essere nemmeno considerato, ed applicato. Idem per quanto riguarda i termini di pagamento delle varie ‘Concessioni dei Canoni Marittimi Demaniali’, pensando di farli slittare negli anni avvenire, o meglio ancora rivedendoli del tutto, magari sopprimendoli attraverso un ‘anno bianco fiscale’ per la stagione in corso….”.  Il Dolfin invita, infine, l’Amministrazione a pensare già da ora come dovranno essere gestite le ‘spiagge libere’ e tutta la battigia “dove ahimè non dovrebbe soggiornare liberamente più nessuno, per non palare del tema dei possibili vu’ cumprà”.

R. D.