//Volto coperto: da credo a necessità
maugham-william-somerset

Volto coperto: da credo a necessità

Una riflessione pratica ai tempi del Cornoavirus

Ci si nasconde dietro un velo e si fugge dai propri problemi. In sintesi è questo quello che fa la protagonista del romanzo di Maugham Il velo dipinto. 

La vita di Kitty è contrassegnata da un matrimonio infelice con Walter, un batteriologo che decide di trasferirsi con lei ad Hong Kong. Qui la donna intraprende una relazione extraconiugale che la porterà a rivalutare il marito che, nel frattempo, salva decine di vite umane in un villaggio infestato da un’epidemia di colera. Stessa funzione “protettrice” riveste il velo nel romanzo di Sgorlon intitolato Il velo di Maya. 

Il titolo allude all’atteggiamento dell’uomo nei confronti della sua esistenza: cieco dinanzi ai veri problemi e alle priorità della vita perché stretto in una morsa di stress e frenesia da scadenze.

Da fine febbraio, però, è cambiato qualcosa nel nostro ménage quotidiano. Al velo si è sostituita la mascherina chirurgica da indossare per difendersi dal nemico numero 1, il Coronavirus, una sorta di manifestazione influenzale amplificata che colpisce le vie respiratorie portando in certi casi alla morte. Ma che funzione avranno le mascherine nella nostra vita?

Nella religione islamica il niquab è il velo che copre il volto della donna lasciando scoperti gli occhi. 

Esso si differenzia sostanzialmente dal burqa che copre il viso delle donne interamente permettendone la visione solo attraverso una retina.

Questo simbolo non è nato per questioni religiose di decoro legate al Corano bensì per ragioni economico-geopolitiche. 

Fino al IV sec. a.c. il velo era un elemento distintivo delle classi elevate: le patrizie romane, se uscivano di casa, indossavano il velo. La Vergine viene raffigurata col velo nelle rappresentazioni pittoriche cristiane, per cui, associare il velo a questioni meramente religiose o farne oggetto di discriminazione sociale, sembra francamente assurdo oggigiorno. 

E la mascherina in Cina e in Giappone? 

In tutta l’Asia venivano, e lo sono ancora oggi, usate di frequente anche per l’influenza del Taoismo. 

Secondo la medicina tradizionale la respirazione è alla base di un buono stato di salute, per cui nei paesi asiatici, ove il tasso di smog è molto alto, le mascherine saranno sempre un must da indossare. 

Esse sono servite contro il fumo causato dall’incendio provocato dal terremoto di Kanto nel 1923, hanno evitato il diffondersi di germi durante l’epidemia influenzale del 1934 e dagli anni ‘50 sono diventate preziose quanto un accessorio di moda. Chissà cosa ne pensano gli Italiani delle mascherine adesso che sono obbligati a indossarle per evitare di infettarsi? 

Con l’avvicinarsi dell’estate esse sembrano diventare il nostro peggior nemico…

Cristina Pappalardo

Foto: William Somerset Maugham.