//Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo per la Diocesi di Chioggia
vescovo adriano

Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo per la Diocesi di Chioggia

  • Sia stabilito, a responsabilità del parroco, legale rappresentate, il numero massimo di posti disponibili della chiesa, e siano segnalati mediante cartello o altro segno come un nastro legato al banco o alla sedia.
  • Prima di ogni celebrazione la chiesa sia ben aerata e i banchi, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati come gli stessi microfoni siano igienizzati con idonei detergenti ad azione antisettica, ma non dannosi per le suppellettili. Si mantengano vuote le acquasantiere.
  • L’accesso alla celebrazione si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento e sia regolato da volontari e/o collaboratori che indossano guanti e mascherine e un segno di riconoscimento. Essi vigileranno che ognuno vada in un posto segnalato e che non si superi il numero massimo consentito.
  • Si segnalino le porte di ingresso distinguendole, se possibile, da quelle di uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte, cosicché non sia necessario che tutti tocchino le maniglie. Agli ingressi siano resi disponibili liquidi igienizzanti.
  • Si avvisi che non deve accedere alla celebrazione chi abbia sintomi influenzali e respiratori o temperatura corporea pari o superiore ai 37,5c o anche sia stato a contatto con persone positive a SARS-CoV19 nei giorni precedenti.
  • Per le persone diversamente abili, si prevedano luoghi appositi.
  • Per le offerte si pongano dei contenitori alle porte o in altro luogo ritenuto più opportuno.
  • Si evitino espositori di libri, riviste o altro che venga manipolato e poi lasciato sul posto. 
  • Si valuti attentamente l’opportunità di incrementare qualche celebrazione domenicale o indicare per questo tempo la partecipazione a qualche celebrazione feriale in cui si proponga il vangelo della domenica. Si valuti pure la possibilità, per ragioni di spazio, di celebrare ‘dignitosamente’ all’aperto, rispettando le medesime norme come all’interno della chiesa.
  • I concelebranti e ministri sono tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio.
  • I canti possono essere accompagnati da un organista senza la presenza del coro, o eseguiti da un solista, limitando il numero delle strofe. Nessun sussidio sia posto sui banchi. 
  • Si omette lo scambio del segno della pace.
  • Per la distribuzione della Comunione il celebrante indossi la mascherina, faccia un abbondante lavabo e igienizzazione delle mani, quindi passando per i corridoi centrale e laterali, porga la comunione a chi allunga la mano (con guanto o igienizzata e con mascherina) per accogliere l’eucaristia, a debita distanza e senza toccare la mano. Se si fa la fila si tengano le dovute distanze.
  • Si valuti l’opportunità che qualche familiare, ritenuto idoneo e date le opportune istruzioni e strumenti, tornando dalla celebrazione, possa portare la comunione a qualche familiare fermo in casa per età o malattia. 
  • Le disposizioni sopraindicate si applicano anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie.
  • Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e aerati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.
  • Ogni sacerdote renda noto ai fedeli le presenti disposizioni, cui tutti sono tenuti ad attenersi, e provveda di esporle a ogni ingresso di ogni chiesa in forma ben leggibile. 
  • Chi per ragionevoli motivi personali ritenesse insicuro partecipare alla messa domenicale, può essere invitato in questo tempo a partecipare a qualche celebrazione settimanale, solitamente meno numerosa, nella quale si proponga il vangelo della domenica.

+ Adriano Tessarollo