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Incidente annunciato?

DA MARGHERA …NELLA NOSTRA LAGUNA

Preoccupante incendio in zona industriale

Due botti fortissimi, uno di seguito all’altro. Poi il fuoco impressionante e un’alta colonna di fumo nero come la pece. Trenta operai disperati in preda al terrore che li blocca e che non sanno dove fuggire. Due feriti gravi con ustioni al 50 e 30% del corpo. Si alza da Marghera una nube nera densa e acre che si espanderà per un raggio di 4 km. Sono da poco passate le dieci di mattina del 15 maggio scorso e tutto questo avviene nello stabilimento industriale 3V Sigma, azienda specializzata in solventi e componenti chimici. 12.000 mq carbonizzati in un attimo! L’incidente si è verificato nel serbatoio di stoccaggio di questa società tra le poche rimaste del polo chimico del porto industriale veneziano. I veleni, spinti dal leggero vento si spargeranno da Marghera a Mestre, alla laguna di Sant’Erasmo fino a Venezia. Trenta gli automezzi con 90 operatori dei vigili del fuoco e dell’ARPAV allertati subito dalla sala operativa Simage, il sistema integrato di monitoraggio ambientale e gestione delle emergenze (cui la ditta, per risparmiare, non ha aderito), che dal 1998 sorveglia la zona industriale. Viene messa in funzione una sirena che non si sentiva da anni, quella dell’allarme chimico che invita tutti a restare o rientrare a casa e a chiudere porte e finestre. E’ il panico negli stabilimenti vicini dove qualcuno si sente male, altri nella confusione che ne segue reagiscono d’istinto, così come viene. I pochi negozi rimasti aperti per il lockdown imposto dalla fase 2 per contrastare l’epidemia da Coronavirus, abbassano le serrande, gli autobus sono deviati e bloccato il tratto autostradale di Marghera. Il cessato allarme viene dato solo verso le 14.00. Un vero miracolo che l’incendio sia stato contenuto ad un solo serbatoio e non si sia propagato agli altri due adiacenti. “Dobbiamo evitare il ripetersi di simili eventi”, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico d’Incà. E di rimando il suo collega all’Ambiente Sergio Costa: “E’ fondamentale garantire la sicurezza dei lavoratori e la tutela dell’ambiente”. La magistratura ha già avviato le prime indagini e Arpav i primi rilievi. Mentre i solventi disciolti nell’aria sono arrivati sino all’ospedale dell’Angelo, la nube nera ha raggiunto Venezia deserta per la pandemia, rendendola ancora più spettrale. Sembra che la macchina del protocollo Seveso 2, quella che dovrebbe mettere in moto “la sicurezza” sia entrata in funzione in ritardo. Complice la pioggia, l’acqua inquinata dai solventi chimici è tracimata in parte in laguna causando una vera moria di pesci. Nell’isola di sant’Erasmo sono state trovate alcune polveri che hanno sconsigliato la raccolta del famoso carciofo e spinto il Sindaco di Venezia “a scopo cautelativo” ad invitare i residenti di Marghera e Mestre a non raccogliere ortaggi e frutta dai propri orti. Un incidente annunciato? Tanto per cambiare! 

Sembra che la Simage fosse stata messa ultimamente per ben due volte sotto osservazione e che gli operai chiedessero maggiore sicurezza. “Falle nella sicurezza del sito” questo è emerso da subito… Del tutto plausibile la domanda che la gente di Chioggia si è posta subito: e se l’incidente fosse successo all’impianto di GPL di punta Colombi? L’impianto è davvero sicuro al 100%. E l’imponderabile dovuto al caso, all’usura del tempo, alla fatalità. Davvero il profitto non avrà qui il sopravvento e non prevarranno gli interessi economici che ti fanno disattendere alla stessa sicurezza delle persone e dell’ambiente, come sta emergendo per lo stabilimento di Marghera? 

Il GPL non è tossico come l’acetone e quindi non avremmo avuto una simile nube… Avremo invece una bomba, perché il Gas di Petrolio Liquefatto (GPL) è un combustibile altamente infiammabile e per giunta sotto pressione quindi altamente esplosivo. Per questo a Viareggio è successo quello che tutti sappiamo. Per questo, in passato, agli autoveicoli con bombole di GPL era vietato (in Italia) il parcheggio sotterraneo o al chiuso (nelle navi, per esempio), e tuttora è in genere vietato il parcheggio su piani inferiori al primo interrato. Una bomba, poi, di dimensioni proporzionali alla capienza dei serbatoi e quelli di Chioggia sono di gran lunga più capienti di quelli della 3 V Sigma spa. Oltre che per la capienza sono veramente pericolosi anche per il posto dove sono stati messi… Cosa succederà in caso di incidente alle case della Tombola e di Borgo San Giovanni? Forse nessuno potrà girare qualcosa di simile al video che possiamo vedere su facebook: in  una casa vicina al luogo dell’incidente di Marghera, per lo spostamento d’aria vediamo scoppiare i vetri delle finestre, i serramenti divelti ed i mobili camminare per l’appartamento.  

R. D.