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Mesi difficili per i soci di Rosolina

Radicchio e orticole invendute

Sono mesi duri per i produttori di radicchio e di orticole dell’area di Rosolina: i prodotti sono rimasti nelle aziende che non hanno trovano la collocazione sul mercato a fronte dell’emergenza sanitaria che ha bloccato i loro canali di conferimento. Se per il radicchio il prezzo sul mercato è sceso fino a qualche manciata di centesimi al kg, non stanno meglio gli altri prodotti tipici della zona. La denuncia arriva dai soci di Coldiretti di Rosolina dove, a causa del Coronavirus, il radicchio pronto per la consegna post invernale è rimasto stivati nei frighi mentre nei campi, pur partendo in ritardo la produzione primaverile a causa della situazione generale, ora abbiamo già pronto il nuovo prodotto. Ma non c’è nessuno che lo chiede e che lo consumerà.

“All’inizio si trattava solo del radicchio – afferma il presidente di zona Antonio Beltrame -, poi questa situazione anomala dei mercati ha portato sul fondo anche altre colture come ad esempio insalata e cipollotti. Siamo arrivati alla proposta di ricevere dai 5 agli 8 centesimi a chilogrammo: con questa cifra non si ripaga né la produzione, tantomeno la raccolta”. Ma come mai si è arrivati a questa situazione? “Non c’era spazio per le nostre produzioni – prosegue Beltrame -: noi non abbiamo contratti con la grande distribuzione e non potevamo collocarci lì, la nostra commercializzazione è dedicata ai negozi, agli spacci, ai ristoranti, dove vendiamo il fresco. Siamo legati a canali di distribuzione che erano totalmente fermi. Quindi con i canali Horeca immobili a causa del lockdown, ma anche con le esportazioni bloccate e i consumi non in linea con il periodo siamo arrivati alla disperazione”.E da lunedì 18 maggio, con la timida ripresa della ristorazione, si spera che la situazione abbia un’inversione di marcia perché la situazione è ormai insostenibile. “Viene mortificata la professionalità dei nostri imprenditori – sottolinea il presidente provinciale Carlo Salvan – come è inaccettabile che ci siano dei lavoratori sottopagati, altrettanto deve emergere come purtroppo ampi settori dell’agricoltura stanno lavorando in perdita, senza coprire nemmeno i costi di produzione. Se si vuole parlare di rilancio, istituzioni e operatori economici devono fare squadra per affrontare il mercato e superare al più presto questa fase critica”.