//Forse era già possibile!…
Scuola-Olanda

Forse era già possibile!…

Emergenza covid

La ripresa della scuola di base in Olanda. Alcune riflessioni

Fornisco alcune informazioni, per un utile raffronto con la nostra situazione, ricavate dall’esperienza della scuola di base (alunni dai 4 ai12 anni) frequentata da mia nipote ad Eindhoven, nella regione del Nord Brabante, che è stata la regione inizialmente più colpita dalla pandemia (ora è la regione Sud Olanda, dove si trova L’Aia quella col maggior numero di casi). 

Nel periodo più acuto della pandemia le attività scolastiche sono state sospese per otto settimane (mettendo in moto subito attività a distanza, usate anche in precedenza), continuando però insieme al nido (0-3 anni) ad offrire un servizio di assistenza per i genitori impegnati nei servizi sanitari e in quelli essenziali. La scuola di base -4/12 anni- (e non i gradi scolastici superiori) ha ripreso parzialmente le lezioni l’11 maggio , con l’invito alle scuole di adattare le indicazioni generali del Governo alla propria situazione concreta per quanto possibile. La scuola di mia nipote ha adottato queste modalità:  frequenza alternata delle classi per poter avere più spazi disponibili e minor affollamento a scuola (due giorni su cinque la settimana), con attività a distanza negli altri giorni (ben collaudata in precedenza, anche con la scuola normale); precauzioni sulla frequenza: non solo con febbre a 37,5, ma anche con semplice tosse o raffreddore non si può andare a scuola (sia alunni che insegnanti); se qualche genitore ha dei timori, può tenere il figlio a casa, con indicazioni sulle attività da fare; distanziamento degli insegnanti dai bambini, ma non uso di mascherine; frequenti lavaggi di mani, giacche alunni sulla propria seggiola (mantenendo sempre lo stesso posto) e non sugli armadietti o attaccapanni comuni, accentuazione della pulizia degli ambienti e frequente aerazione; nessun genitore entra in scuola; percorsi obbligati tra i vari ambienti; consigliate più attività all’aperto (normalmente gli alunni escono già nei cortili tre volte durante l’orario dalle 8.30 alle  14.45); si mangia al proprio posto il cibo portato da casa. (Nella stessa data dell’11 maggio è ripreso appieno per tutti i genitori che lo chiedono anche l’asilo nido, frequentato dall’altra mia nipotina di un anno e mezzo). 

Dopo quattro settimane di sperimentazione di questa attività ridotta avendone visto praticamente i problemi di gestione, da lunedì 8 giugno la scuola  di base ha ripreso un funzionamento orario normale, mantenendo naturalmente una serie di precauzioni: entrate fisiche (porte) e orarie differenziate ( metà classi 8.15, le altre 8.30) e altrettanto differenziate le uscite (14.30 e 14.45);

i genitori non entrano nella scuola, consigliato che solo uno accompagni (e riprenda) i bambini, gli alunni delle ultime due classi più grandi devono venire a scuola (e ritornarsene a casa) da soli, a piedi o in bicicletta; rimangono le precauzioni su febbre, tosse, raffreddore (con obbligo di controllo medico eventuale), lavaggio mani, posizionamento vestiario, percorsi interni obbligati, distanziamento degli insegnanti dai bambini, ma non tra i bambini, attività all’aperto, …; la scuola ha un piano per l’eventuale sostituzione di insegnanti in caso di assenze precauzionali, eventualmente anche con una riduzione dell’orario di lezione ( e conseguente uso della collaudata strumentazione informatica).

Nella classe di mia nipote (corrispondente alla nostra 1^ elementare) ci sono 27 alunni. Dopo una settimana dalla ripresa del pieno funzionamento, nessun problema particolare è stato riscontrato.

L’anno scolastico si conclude il 10 luglio ; il nuovo anno scolastico inizierà il 24 agosto.

Nel vicino Belgio, uno dei paesi più colpiti dalla pandemia, la situazione nella scuola è pressappoco come quella del Nord Brabante.

Le discussioni in Italia sulla ripresa della scuola rispetto a questa esperienza mi sembrano davvero surreali. Si è deciso di chiudere completamente la scuola, senza sperimentare almeno nelle regioni meno colpite soluzioni concrete per la ripartenza. Si è fatto un danno incalcolabile negli apprendimenti degli alunni (caricando di un forte peso le famiglie) e si riprenderà il nuovo anno scolastico (come?) senza aver avuto modo di verificare il piano di integrazione degli apprendimenti, individuale e per classe, che il decreto sulla scuola prevede sia realizzato come attività ordinaria dall’1 settembre.

Erminio Boscolo Bibi