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Le tante aperture

di Vincenzo Tosello

Bisogna dire che si prova un senso di liberazione sull’onda delle nuove aperture pressoché generalizzate per le varie attività e le relazioni interpersonali, dopo il tempo della clausura e delle restrizioni. Il Veneto, per alcuni aspetti, ha voluto fare da apripista; ma è chiaro che, di questi tempi, la prudenza non è mai troppa, per tutti. Pur confortati dai dati (ma nuovi focolai sembrano sempre possibili, Cina insegna…), è facile lasciarsi andare, anche se il richiamo costante all’uso della mascherina in caso di contatti ravvicinati o di assembramenti ci fa da giusto monito all’eccessiva leggerezza. La app “Immuni”, finalmente sdoganata, può diventare un’altra valida rassicurazione se verrà scaricata da un alto numero di cittadini e se raggiungerà davvero il suo scopo cautelare con un meccanismo, a dire il vero, ancora da rodare. Ma la soluzione a questa pandemia che imperversa ancora violentemente in tante parti del mondo, si sa, sarà solo il vaccino, per il quale anche l’Italia è in prima linea e a proposito del quale si è messa in atto una vera gara che vorremmo dire di solidarietà (pur con gli inevitabili interessi implicati) fondata sulla collaborazione scientifica internazionale: un evento “globale” di grande importanza che potrebbe suggerire una maggiore consonanza anche in altri ambiti, dato che il mondo si è scoperto ancor più globalizzato di quanto si pensasse. Ma qui deve entrare in campo la politica, e purtroppo si sa quanto essa sia sfaccettata e spesso anche intenzionalmente divisiva. Ne sa qualcosa anche il nostro Paese, in cui, proprio nella fase di un’urgente e necessaria ricostruzione, al di là dei reboanti proclami da speciali tribune (tanto per citare gli “Stati generali”), le forze politiche non perdono occasione per sottolineare divergenze anziché lavorare alle convergenze. La vicenda interna al “non-partito” M5S la dice lunga sul male endemico che aggredisce anche chi s’illudeva di restare immune dai vizi della politica politicante, offrendoci uno spettacolo che non ha nulla da invidiare ad altri scenari, presenti e passati, di partiti veri. Eppure qualcosa d’importante e di impegnativo si sta tentando di fare. Tra i fiori all’occhiello di questo governo giallo-rosso potrebbe esserci proprio quel “Family act” che chiede ora di essere varato in tempi brevi, magari anche migliorato, tenendo davvero in considerazione la famiglia come perno della società. Ma intanto il presente e il futuro immediato è affidato a tutti: c’è una responsabilità di ciascuno, anche nelle realtà locali (regioni, comuni, comunità nel senso più ampio), nel non tentare fughe in avanti, tenendo sempre come bussola la prudenza, pur nella maggiore serenità suggerita dalle nuove aperture e nella speranza che tutto, compresi turismo e cultura, si smuova. 

V. T.