//Migliaia di visitatori al lavandeto
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Migliaia di visitatori al lavandeto

Ca’ Mello – Porto Tolle

“In pochi giorni hanno fatto il giro d’Italia, diventando virali: le foto del campo di lavanda con i suoi colori, sono state condivise da moltissima gente e dal governatore Luca Zaia. Ha destato molta curiosità e tanto stupore, ma noi lo sappiamo – abbiamo rispetto per la Provenza o la Camargue – quanto bello è il nostro Delta del Po e il nostro Paese. Dobbiamo crescere e promuovere il territorio, la strada è quella giusta. La coltivazione della lavanda è di Claudio Masiero e il miele prodotto è dell’apicoltura Alessio Marangon” è il messaggio del sindaco Roberto Pizzoli. Alessio Marangon e la moglie Gina raccontano la loro esperienza con questa novità. “La collaborazione con il signore Masiero, di Padova, è nata da qualche tempo – racconta Gina -. Masiero ha in progetto di creare l’olio essenziale di lavanda e ha deciso di piantare la lavanda nel suo campo. E’ cresciuta, la coltivazione è bella e florida è il campo è spettacolare. Nel Delta del Po è la prima volta che si coltiva la lavanda. Quindi è una novità perché è una coltura nuova e se prenderà piede ben venga, perché l’olio essenziale di lavanda ha delle proprietà davvero buone e significative”. Una novità quindi, infatti, i campi di lavanda sono sempre stati coltivati nella fascia del Mediterraneo o in Francia e in Liguria. Nel Delta del Po è una novità assoluta, comunque ha trovato il clima ideale visti i risultati. “Abbiamo quindi stretto un rapporto con Masiero e abbiamo deciso di portare le arnie nel suo campo, provando a sperimentare questo nuovo miele che è una novità anche per noi – continua Gina -. E’ un miele sicuramente buono che cristallizza, chiaro, delicato con una spiccata profumazione dell’olio essenziale della lavanda. Quest’anno abbiamo fatto anche il miele di coriandolo, un miele molto particolare con una profumazione e un aroma completamente nuovo”.  “Speriamo di riuscire a fare questo miele di lavanda, che sia buono, che la gente sia contenta e che si possa in futuro realizzare davvero il miele di lavanda tipico del Delta del Po” conclude Gina. 

Barbara Braghin