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Eppure sta agendo bene

SISTEMA PORTUALE

Musolino: bilancio respinto. Da evitare il rischio di commissariamento

Lotte di potere e cavilli burocratici stanno riducendo il sistema portuale del Nordest a un campo di battaglia, con il rischio di lasciare, ancora una volta, l’Adriatico fuori dai grandi traffici del futuro.  Prima a Trieste un cavillo burocratico è stato sufficiente a sancire la decadenza di Zeno d’Agostino dal 9 novembre 2016 apprezzato presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Giovedì 18 giugno scorso è stata la volta del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, nonostante dal novembre 2017 ad oggi abbia “dimostrato ottime qualità manageriali” come scrive, in questi giorni il Ministero delle Infrastrutture. Se entro il prossimo 30 giugno non sarà rivisto il voto del bilancio consuntivo 2019 del Comitato di Gestione del Porto, anche il sistema portuale di Venezia e Chioggia dovrà essere commissariato. Per il voto contrario di Regione e Città Metropolitana, “non sufficientemente motivato”, nonostante il bilancio preveda un avanzo di amministrazione di oltre 25 milioni di euro e un utile di 10,2 milioni, e sia già stato approvato dai revisori dei conti del Ministero, per questa mancata approvazione solo strumentale, Mussolino rischia di andare a casa assieme a 21.494 lavoratori, perché saranno ben 1269 le imprese, già provate per il Coronavirus, che rischiano di chiudere. Una guerra fredda dell’Autorità Portuale con solo due istituzioni locali, visto che le altre tre Chioggia, Mira e Cavallino Treporti vanno ripetendo che “il bilancio deve essere approvato”. Non solo, ma dalla sua parte Mosolino ha pure le Compagnie lavoratori portuali di Venezia e Chioggia e il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin. Perplessità per questo modo di agire è stata espressa pure da Assoagenti Veneto, e dal Comitato Porto di Chioggia. La Federazione Italiana Agenti Marittimi, nell’invitare la politica a non fare del porto un terreno di contesa, sottolinea addirittura che in questi anni “Musolino ha permesso al porto di crescere”. Per la consigliera regionale 5Stelle Erika Baldin il no della Regione “che fatichiamo a considerare esclusivamente ‘tecnico’ non è stato avallato da palazzo Balbi. “Per questo – dice la Baldin, –  ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta (spero, ma non ci conto) immediata. Nell’atto ispettivo chiedo, vista l’importanza nevralgica del Porto per l’economia veneziana, sia fatta chiarezza sulla scelta operata dalla Regione del Veneto di dare voto contrario al bilancio . Mi preoccupa fortemente – aggiunge la Consigliera M5S – proprio la ricaduta sul mondo reale di questa ‘manovra di palazzo’. Tutelare l’indotto e i lavoratori dovrebbe essere la missione sia della Regione che del Comune. Sul punto, però, hanno toppato clamorosamente. Una conseguenza di questo voto è infatti il blocco di 5 milioni di euro, da usare per gli ammortizzatori sociali degli addetti, che ora non potranno essere erogati, e per la riduzione dei canoni di concessione. Sono inoltre in forte apprensione per la salvaguardia del porto di Chioggia e dei suoi operatori, pesantemente colpiti dalla crisi del Covid-19 e, proprio per questo, ancor più legati alle misure di sostegno. Vedere la realtà di Chioggia, con le sue prerogative, ostaggio del braccio di ferro Brugnaro/Zaia vs Musolino non è rassicurante”. In questi momenti di crisi sociale, sanitaria ed economica non c’è proprio bisogno anche dell’autolesionismo politico o peggio ancora di dispetti a fini elettorali che pagheremo tutti, noi chioggiotti per primi con “la spada di Damocle” dell’impianto di GPL sopra la testa. Pino Musolino è stato quello che ha dato una raddrizzata all’operato (indefinibile, ingiustificabile, autolesionista, per usare solo eufemismi), di Aspo, azienda di promozione e sviluppo del porto di Chioggia, che ha tradito la sua vocazione con il rischio di doverlo trasformare da commerciale a industriale, con tutte le conseguenze negative che sappiamo, che una simile bomba sorgesse sopra le nostre teste. 

R. D.