Boscochiaro

Un problema vecchio di decenni, che è necessario risolvere

Quello dell’allagamento di Boscochiaro, in particolare delle zone delle vie Due Giugno e Paneghetti, è un problema mai risolto che risale a tanti decenni or sono, quando io ero ancora consigliere comunale, e le acque delle abitazioni si riversavano in un fossato, poi ricoperto con una insufficiente rete di scarico. Molte delle attuali abitazione risalgono agli anni in cui tanti muratori si costruivano, nelle loro ore libere dal lavoro, la loro casetta familiare, senza tanto rispetto per le norme edilizie del tempo (un aspetto tollerato dal comune per le necessità del tempo). L’attuale rete di scarico e fognaria risale a qualche provvedimento preso di seguito dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso di diversi decenni, per venire incontro alle richieste e alle proteste degli abitanti del luogo, anche per motivi politici.

Ma si è trattato sempre di provvedimenti insufficienti non corrispondenti alla popolosa frazione. Un borgo oggi il più popoloso di Cavarzere (un tempo a maggioranza socialista) e che per questo motivo ha potuto conservare ancora buona parte dei servizi pubblici, che altre frazioni comunali hanno perduto, compresa la scuola (che ospita alunni di altre località viciniori). Il problema dei ricorrenti allagamenti, come ha fatto presente anche il consigliere comunale del luogo, Emanuele Pasquali, riguarda quindi l’insufficiente portata degli scarichi attuali, forse pure intasati durante tanti anni di mancata pulizia: problema che il comune è chiamato però urgentemente a risolvere per evitare altri disagi e danni alla popolazione. Provvedimento da prendere prima di asfaltare altre strade che poi dovranno successivamente venire tagliate e poi rattoppate, con un inutile spreco di denaro evidente. Un incarico questo che può essere dato anche ad Acquevenete (società che gestisce l’acquedotto), già incaricata della pulizia di tutti gli scarichi della rete pubblica cittadina, intasati ormai da anni. E questo per evitare altri danni, non solo a famiglie che hanno anche altri problemi da risolvere, come quello del lavoro, ma pure alle attività economiche locali, già danneggiate dall’epidemia ancora in corso. Motivo per il quale il comune è chiamato anche a farsi carico, oltre che dei danni subiti dalle famiglie per il recente allagamento, di eventuali soccorsi economici che si rendessero necessari. Problema urgente, sottolineo, che riguarda anche la preservazione della salute degli abitanti, come ha sottolineato Pasquali con una interrogazione al sindaco Henri Tommasi, e sul quale non si può ulteriormente soprassedere in attesa di qualche altro acquazzone, sempre prevedibile in questa stagione. 

Rolando Ferrarese

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