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COSTUME & SOCIETA’

La protezione solare e le zone che non ne hanno mai visto l’ombra

Nonostante il susseguirsi di ricerche con conseguenti raccomandazioni. Nonostante sia stato provato che il sole minaccia la buona salute della pelle anche in città. Nonostante siano stati inventati diversi tipi di protezioni solari, comprese quelle impalpabili, che senti sulle mani solo mentre le stendi ma poi è come se venissero completamente assorbite dalla pelle lasciandola asciutta ed evitando l’effetto macchia. Nonostante tutti questi punti a favore c’è ancora chi rifiuta categoricamente di proteggersi dal sole. Scuotendo la testa i più penseranno ai soliti maschietti, convinti di essere immuni alle scottature per via del fatto che la pelle dell’uomo è più spessa, e poi c’è chi pensa che i peli su braccia e gambe, se folti, facciano da scudo contro i raggi nocivi. E in proposito come si potrebbe mai riuscire a distribuire una crema uniformemente sulla pelle se cosparsa di peli? Sarebbe uno spreco di prodotto. Non se il prodotto è quello giusto. Leggero, fluido o spray, il mercato offre talmente tanta scelta che ognuno, con qualsiasi esigenza di pelle, percentuale di pazienza e minutaggio di tempo a disposizione può trovare la soluzione ideale. Ma se alla fine ci si convincesse della reale necessità di un potente filtro solare durante l’esposizione la faccenda sarebbe soltanto all’inizio. Scegliere il prodotto giusto è fondamentale ma distribuirlo ovunque dove possa servire fa la differenza tra una pelle sana e una pelle macchiata, da correggere, ammesso che il problema rimanga circoscritto all’inestetismo. Anche il bagnante più scrupoloso, il soggetto più attento alla cura della propria salute, perfino chi non usa mai una protezione solare inferiore a 50, neppure in città, neppure d’inverno o quando piove a dirotto, potrebbe aver sempre dimenticato qualche zona. Considerata secondaria o immune da scottature perché mai esposta ai raggi diretti. Un errore non da poco, considerato che secondo uno studio condotto dalla Skin Cancer Foundation sono proprio i punti del corpo che trascuriamo quelli che vengono più spesso colpiti dai tumori della pelle. Analizzando il viso, solitamente si distribuisce il prodotto in tre punti, fronte naso e mento, e da lì si spalma poi verso le guance. Nessuno pensa alle tempie. Men che meno alle orecchie, e magari ci si impegna a ricoprire di crema quelle dell’amico quattrozampe che ci accompagna. Le labbra forse sono più al sicuro, perché si è abituati ad idratarle costantemente. Il contorno occhi e le palpebre, se non protetti adeguatamente, rischiano di creare seri problemi negli anni a venire, perché le macchie solari lavorano, crescono e si nutrono sottopelle per poi far capolino solo dieci o quindici anni più tardi. Il collo è abituato a passare sempre inosservato, è il solo a non ricevere mai nessun tipo di coccola, neppure il minimo accenno di nutrimento, ma è proprio lì che spuntano le rughe più profonde che ci costringeranno a vedere i foulard sotto un’altra luce: da accessori occasionali a migliori amici. La zona della nuca, quella appena sotto l’attaccatura dei capelli è molto sensibile, soprattutto se si portano i capelli lunghi e sciolti, perché dopo tre stagioni trascorse in ombra si ritrova a dover fare i conti con raggi solari potenti, dato che in spiaggia ma anche in città, quando il sole è rovente i capelli si raccolgono. Infine i piedi: chi pensa a preoccuparsi dei piedi? Eppure la scottatura al collo del piede è estremamente fastidiosa e vincolante, perché costringe a portare solo determinati modelli di calzature finché non passa. Soltanto infradito. Ma non è tutto. Se per il corpo, piedi e collo compresi, può andar bene un unico prodotto, il viso ha bisogno di qualcosa di specifico. Ma se non c’è si adatterà, purché il fattore di protezione sia 50.

Rosmeri Marcato

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